I Racconti dell’Officina

Alla conclusione della prima sessione della Scuola di scrittura creativa dell’Officina del Premio, i corsisti sono stati invitati a scrivere un breve racconto che avesse come cornice un albergo.
Dodici iscritti hanno deciso di mettersi alla prova e ci hanno inviato i loro testi. Gli editor della Scuola hanno lavorato sulle bozze, esprimendo valutazioni e indicando possibili modifiche. Il professor Marcello Ciccuto, giurato del Premio Viareggio, ha valutato i 12 racconti, indicando i tre più meritevoli di segnalazione. Sono “Il biliardo”, di Diletta Balderi; “La notte ti vengo a cercare”, di Stefania Lami e “Succube allo specchio”, di Valentina Pucciarelli. Questi tre racconti li pubblichiamo on line dopo l’editing di Giampaolo Simi e saranno pubblicati in un volume antologico edito dall’Officina del Premio a conclusione delle sessioni del 2021.
Poiché il professor Ciccuto ha rilevato nel complesso un buon livello in ognuno dei testi prodotti dai corsisti, abbiamo deciso di pubblicarli su questo sito tutti e dodici. Ne proporremo tre alla settimana. Buona lettura.

La notte ti vengo a cercare

La stanza non mi piace. E pensare che neanche ci volevo venire io, qui.  Mi hanno convinto soprattutto gli amici, i colleghi e ce l’hanno fatta, però di fatica e parole ne hanno dovute macinare parecchie per farmi accettare questa trasferta. Prendila per quello che è,...

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Il biliardo

Un bunker con tre tavoli da biliardo, al bar sgabelli di legno lucido dalle gambe grattaceliche. Vietato fumare: bello grosso in bianco e rosso. Posiamo i giacchetti, gruppo di amici in vacanza reduci dalla pizza del ristorante al piano di sopra. Tavolo al centro,...

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Succube dello specchio

Leonardo odiava quell'oziosa cittadina, con le spiagge in cui arrostirsi al sole e il mare in cui lasciarsi cullare dalle onde, sdraiati su scomodi materassini di gomma. Preferiva l'Inverno: gli piacevano il freddo, la neve, la polenta che riscalda lo stomaco e...

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IN ALBERGO

Partiti da Francoforte in tarda mattinata, giungemmo a Washington DC nel pomeriggio. Da Genova in auto per Linate eravamo in tre: il nostro grande capo, familiarmente chiamato GB, io, da poco nominata responsabile del mio reparto e Carlo, anche lui da poco nominato...

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ALBACHIARA

“Perché in albergo se potevamo andare ospiti da Lorenzo?” disse Pia, aprendo la portiera. Stanca e assonnata, prese dall’auto la sua valigia ed entrò in albergo. “Lorenzo non mi piace. Ecco perché”. Erano a letto. Pancia vuota e solo voglia di dormire. “Sei geloso!...

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Le ferie “sudate”

Finalmente siamo arrivati a destinazione! L’albergo sembra bello. Ci sfreghiamo le mani, siamo felici ed eccitati. Si apre il cancello del parcheggio, mi scruto attorno e mi rendo conto che la mia adorata Y10 è l’unica utilitaria in mezzo a questi bolidi e, a meno che...

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Per la signora, un Dessert Versilia

È quasi vuota la passeggiata, eppure si sta ancora bene senza la giacca. È un autunno mite, di foglie aranciate che frullano nell’aria, melograni spaccati e diosperi dolcissimi. Amarilli si ferma su una panchina; è arrivata fino alla Darsena e adesso è stanca, le...

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Al frutteto di Ginetta

Sai, Ginetta, non mi ero mai fermato a guardare dal mare il nostro albergo, soprattutto da quando non ci sei più. Sì, ero passato qualche volta davanti alla cala, ma con la scusa della traina ero rimasto a largo e non mi ero avvicinato.  Oggi invece non so che m’è...

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HOTEL LIFE

 Avete presente quelle giornate in cui sembra che il destino abbia deciso per voi?    Ebbene, io non scorderò mai quella volta in cui mi trovai all’Hotel Life, situato in una località di mare sulla costa toscana. Ero un ragazzo di 36 anni e facevo il rappresentante di...

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Ansia da prestazione

di Michele Baglini
Uscì di buon’ora e prima di salire in macchina dette uno sguardo al parco davanti all’albergo. Un’oasi verde tenuta in modo esemplare.

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La stanza 39

di Simona Bogani
L’aria della notte in ottobre a Viareggio è mite, addolcita dallo strascico di calore che le onde hanno conservato dall’estate.

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La numero 23

di Giovanni Cagna
Ero stato assunto un mese dopo di lei e il mio ingresso in ufficio non era stato per nulla trionfale.

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